Ciao Pluto…..

Ci siamo.Oggi 14 Luglio 2015, alle ore 11:49:58 U.T ( + 2 ore per l’Italia), la sonda Nasa New Horizons, arriverà allo storico incontro ravvicinato con  Plutone e le sue lune. La missione,iniziata il 16 Gennaio 2006, quando Pluto era ancora considerato un pianeta, passò Giove nel 2007, ricevendone una spinta gravitazionale che le permise di arrivare nel Sistema Solare esterno,in quella regione buia e fredda nota come fascia di Kuiper, in cui oltre a milioni di altri corpuscoli, orbitano Plutone e la sua luna Caronte.Sarà poi proprio questa regione del dominio del Sole e alcuni altri corpi ghiacciati di dimensioni cospicue che la orbitano, ad essere oggetto di studio nei prossimi mesi (caratteristiche geologiche superficiali, composizione interna, atmosfera) da parte del team della missione, che dovrebbe rimanere attiva su Plutone per almeno cinque mesi. La New Horizons, silenziosamente lanciata a  quasi 13.8 chilometri al secondo, arriverà al flyby col pianeta nano a circa 12.500 Km dalla superficie, distanza inferiore a quella di tutte le sue lune. L’incontro ravvicinato durerà circa mezz’ora.

L’ESPLORAZIONE  DI PLUTONE

Gli scienziati caldeggiavano da anni l’idea di visitare da vicino questo mondo anomalo, anello di congiunzione tra i pianeti rocciosi di tipo terrestre ed i gassosi gioviani.Già il Voyager 1 nel 1980, dopo aver superato Saturno, fu individuato come target, ma si preferì la luna Titano.Poi più nulla di concreto fino al 1989, quiando il Voyager 2 raggiungeva Nettuno: otto dei dieci pianeti del Sistema Solare erano stati visitati.Fu allora si rafforzo’ l’idea di una missione primariamente interessata a Pluto. Negli anni a venire, la Nasa presentò al Congresso degli Stati quattro progetti significativi, ma non riusci a delineare il piano finanziario per raccogliere il budget necessario, e tutto si arenò.Fino al 2003, quando l’idea di una minuta e relativamente economica sonda trovò gli appigli tecnici ed economici necessari.Il viaggio verso Pluto fu schedulato per il 2006; la sonda venne lanciata con un potentissimo razzo vettore Atlas V, che consentiva di allontanarla dalla Terra a ben 20.208 chilometri orari e nuovi orizzonti si dischiudevano all’esplorazione spaziale. New Horizons ha compiuto la maggior parte del viaggio in  ibernazione ed è stata risvegliato solo nel 2007, al randez vous con Giove,di cui colse immagini ravvicinate e la cui spinta gravitazionale, in congiunzione con le correzioni di assetto operate dai motori propri della sonda, permisero di instradare la New Horozons su di un’ orbita che consentiva di accorciare l’ulteriore viaggio di quasi tre anni. A partire dal 2011 alcune preoccupazioni, non preventivate un decennio addietro, si fecero strada tra gli scienziati del team della missione. La scoperta delle altre due lune Kerberos e Styx ( oltre a Charon, Nix ed Hydra), fecero temere che Plutone fosse circondato da molti più detriti e frammenti di quanto si pensasse; questo significava un maggior rischio di impatti con conseguente distruzione della sonda o danneggiamento dei delicati strumenti imbarcati, e di una destabilizzazione orbitale capace di portare l’orbiter fuori percorso.Cosa che fortunatamente non è avvenuta, ma in queste ore di delicato avvicinamento, la preoccupazione torna a farsi sentire.A questo proposito, si ricordi che nel 2006 Plutone fu espulso dal novero dei pianeti del Sistema Solare, in seguito alla nuova definizione di tali corpi, operata dall’Unione Astronomica Internazionale.E ciò per porre rimedio, dal punto di vista della nomenclatura, al crescente numero di corpi di notevoli dimensioni che venivano scoperti nella fascia di Kuiper (i Trans-Nettuniani).; vi era il rischio che il numero di pianeti crescesse a dismisura. Furono allora fissati tre requisiti: moto intorno ad una stella, equilibrio idrostatico (forma sferica), massa sufficiente a spazzare da detriti la fascia orbitale percorsa. Plutone e gli altri Trans-Nettuniani, non soddisfaceva il terzo punto e fu declassato a pianeta nano: per rendere l’idea, si pensi che il rapporto tra la massa del pianeta meno massivo del Sistema Solare  e la somma delle masse di tutti detriti circostanti è di circa 24.000. Nel caso di Plutone abbiamo invece un rapporto pari a 0,33.

Plutone è in risonanza con Nettuno: ogni due rivoluzioni intorno al Sole del primo, ne abbiamo quasi esattamente tre del secondo.Questo fa si che in alcuni tratti orbitali , Plutone sia più vicino al Sole di Nettuno.E quindi seppure nemmeno Nettuno abbia spazzato totalmente la propria fascia dai detriti, la sua notevole massa (7850 volte maggiore di quella di Plutone), ha permesso una pulizia nettamente superiore e ritenuta sufficiente ad integrare il requisito di cui sopra.

IMPORTANZA DELLA MISSIONE

Plutone sarà il primo oggetto della fascia di Kuiper ad essere raggiunto da una sonda. I pianeti nani non sono meno importanti di quelli maggiori. Anzi, essi possono contribuire in modo determinante alla realizzazione di modelli matematici utili a comprendere come si sia formata la regione nel Cosmo che ci ha dato i natali. E’ un contributo importante, perché i corpi minori non hanno avuto quelle veloci dinamiche evolutive che hanno caratterizzato i pianeti noti: la loro evoluzione si è congelata in tutti i sensi! Si consideri poi che la composizione di Pluto  non è molto dissimile da quella di una cometa, col vantaggio che avendo passato l’intera esistenza in quella regione tranquilla e gelida che è la cintura di Kuiper (temperatura di circa -230°C), il materiale di cui è composto non si consuma a causa della sublimazione prodotta dai continui passaggi al perielio, come nella specie cometaria. L’eccentricità orbitale di Plutone causa un differente irraggiamento a seconda del tratto orbitale percorso, e questo si ripercuote sulle temperature al suolo ed in atmosfera.La missione New Horizons potrà quindi inoltre studiare come si evolve un’atmosfera planetaria a queste temperature, nella speranza di mettere pure qualche ulteriore tassello verso una migliore comprensione della climatologia terrestre.

IL CONTRIBUTO DELLE IMMAGINI

Le uniche immagini degne di nota di quei mondi lontani finora a nostra disposizione, erano quelle di Hubble Space Telescope, le cui ottiche sono capaci di una risoluzione di 0.05 secondi d’arco.Nelle migliori condizioni osservative, la distanza che separa il telescopio da Plutone (che praticamente è la stessa che si sperimenta da Terra), fornisce al pianeta nano un diametro angolare di 0.11 secondi d’arco. Quindi sui sensori delle camere di Hubble, Pluto occupa un’ area di circa 4,4 pixel quadrati.Veramente poca cosa.La camera CCD LORRY, prezioso payload di New Horizons, possiede una risoluzione di 1 secondo d’arco che, a quella ravvicinata distanza, consente di raccogliere dettagli della dimensione di un campo da calcio.

ORBITA

Per limitare la massa imbarcata, la sonda, dalle dimensioni pari a quelle di una utilitaria, non dispone del carburante necessario all’immissione in orbita attorno a Pluto. Dopo il flyby, la sonda si dirigerà verso la luna Caronte. Durante i sorvoli, i CCD di cui è equipaggiata New Horizons, scatteranno centinaia di immagini, che come anticipato avranno una risoluzione di circa 200 metri.Per poterle visionare occorrerà aspettare Mercoledì, e ciò si a causa della distanza “da casa”, sia del rateo di trasmissione estremamente lento.Il destino della missione si deciderà in itinere:l ‘ipotesi più accreditata porterebbe la sonda verso altri oggetti della fascia di Kuiper, e alcuni candidati già precedentemente selezionati, verrebbero raggiunti nel 2019.

COMUNICAZIONI

Alla distanza di 7.5 miliardi di chilometri da noi, la New Horizons impiega  4.5 ore per ricevere o inviare dati a Terra, e lo fa con un bitrate di appena 1 kilobit al secondo, cinquanta volte meno di quanto permesso da un vecchio modem  a 56K  che tutti avevamo in casa agli albori del web.Un’ immagine di dimensioni contenute impiega circa quaranta minuti per essere scaricata. Del segnale se ne occupano le antenne della rete del Deep Space Network, dislocata tra California, Australia e Spagna.

SCIENZA

Oltre agli obiettivi programmati, in un ottica di pura ricerca, la missione New Horizons potrebbe contribuire a dare una risposta agli interrogativi non ancora risolti in merito alle dinamiche formative ed evolutive del Sistema Solare. In particolare Plutone, pur essendo un mondo ghiacciato, ha caratteristiche più simili a quelle dei pianeti tellurici di quelle dei gassosi.Si sarebbe quindi formato nelle regioni più interne ed evoluto attraverso stadi simili a quelli che hanno caratterizzato la nostra Terra, per poi essere spinto alla periferia.

STRUMENTI IMBARCATI

  • Camere CCD Ralph, Alice, e LORRI per lo studio di chimica e temperatura della superficie di Plutone, nonché temperatura e densità atmosferica.
  • PEPSSI (Pluto Energetic Particle Spectrometer Science Investigation) per la raccolta di particelle volatili ignote, che avendo velocità di fuga sufficiente, scappano dall’ atmosfera azotata di Pluto.
  • SWAP (Solar Wind Around Pluto), per lo studio dell’ interazione a queste distanze delle particelle atmosferiche col vento solare.
  • The Student Dust Counter , strumento realizzato dai ragazzi dell’ università di  Boulder, in Colorado, studierà le concentrazioni di polveri in quelle regioni del Sistema Solare.
  • REX (Radio Science Experiment), in funzione solo dopo l’incontro con Pluto, trasmetterà i dati di temperatura, pressione e composizione atmosferica del mondo di Tombaught.

CURIOSITA’

Plutone è stato scoperto dall’ astronomo americano Clide Tombaugh, nel 1930. I precedenti calcoli di Percival Lowell,  indicavano una perturbazione nei moti orbitali di Urano e Nettuno, e suggerivano la presenza di un altro pianeta che li provocava. Raffrontando velocemente alcune lastre dello stesso campo indiziato, fotografato a distanza di qualche ora una dall’altra( tecnica chiamata blinking e che egli stesso ideo’),il 18 Fbbraio 1930, dall’ osservatorio Lowell a Flagstaff in Arizona ( così chiamato in onore di Percivall), Tombaugh si avvide del piccolo oggetto in moto rispetto alle stelle fisse.

La sonda porta con se le  ceneri di  Clyde Tombaugh, un CD con incisi i nomi delle 434 mila persone che ne hanno fatto richiesta, anche attraverso la Planetary Society. A bordo anche qualche immancabile simbolo americano quali una moneta ed una bandiera USA e un francobollo del 1991 che dicendo “Pluto: Not Yet Explored”, è ormai anacronistico.

PlutoFu probabilmente la bambina inglese di undici anni Venetia Phair, che il  13 Marzo 1930, stimolata dalle figure mitologiche greche e romane, suggerì il nome Pluto.La quale ancora oggi tiene fieramente a precisare che il personaggio Disney nacque solo in seguito.Non è però pacifico se il nome dato al pianeta suggerì effettivamente il nome del cane di Mickey Mouse.

Dispute sulle proprietà intellettuali a parte,certo è che oggi quel torto del 2006 verrà riparato. Ciao Pluto….

Per seguire lo streaming del flyby della sonda New Horizons, si può seguire questo link:http://www.space.com/17933-nasa-television-webcasts-live-space-tv.html

Mentre a questo link si possono consultare in tempo reale i dati di volo della sonda:http://www.dmuller.net/spaceflight/realtime.php?mission=newhorizons

Andrea.B@Webmaster

About Andrea.B@Webmaster

Di formazione giuridica, da circa 15 anni mi interesso di astronomia ,di aeroplani, di scienza in genere e divulgazione.
This entry was posted in Astro and tagged . Bookmark the permalink.

One Response to Ciao Pluto…..

  1. monica says:

    Articolo molto interessante… Complimenti le menti fervide sono capaci di spingere l’umanita’ verso nuove evoluzioni e dimensioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 × cinque =