Cassini:destinazione finale.

In attesa del gran finale, previsto per il 15 Settembre 2016, allorché essa terminerà la sua epopea  esplorativa  del signore degli anelli ( cominciata nel 2004), la sonda Cassini già nelle prossime ore ci delizierà con una delle ultime fasi di missione: il rendez-vous con gli anelli di Saturno.  Dal 26 aprile infatti la sonda inizierà una discesa in quelle complesse strutture ghiacciate al fine di meglio comprenderne età e composizione analitica. Per 4 mesi gli scienziati della joint venture di Nasa, Esa e Asi, raccoglieranno dati ed immagini inedite che si aggiungeranno al copioso materiale già raccolto con Saturno e con la sua  luna più grande, Titano, su cui nel 2005 si posò il lander Huygens  e che la Cassini ha sorvolato 127 volte fino allo scorso 22 Aprile ( nel corso dell’orbita n° 270 con un flyby a meno di 1000 km dalla superficie della luna), dischiudendo alla comunità scientifica un inatteso modo liquido di idrocarburi.

anelli Saturn

Il complesso sistema di anelli di Saturno ripresi dalla sonda Cassini. Essa è stata così battezzata in onore di Giovanni Domenico Cassini (Perinaldo, 8 giugno 1625 – Parigi, 14 settembre 1712), l’astronomo italo francese scopritore tra l’altro della lacuna tra gli anelli A e B, nota appunto come Divisione di Cassini .

Questa fase di missione prevede 22 immersione negli anelli più interni e per l’occasione la grande antenna dell’orbiter a forma di disco verrà posizionata a scudo contro la miriade di piccoli detriti che verranno incontrati nella discesa. Durante l’immersione Cassini sarà quindi fuori contatto radio. La visita ravvicinata degli anelli ha lo scopo di far luce sulla loro ancora misteriosa natura: la puntuale analisi dell’età e della composizione di questi sarà in grado di indicare se essi si siano formati con lo stesso pianeta orbitato o piuttosto a seguito dell’ accrezione del materiale disperso lungo l’orbita di Saturno dalla disgregazione esplosiva di una sua antica luna.

Il sempre più marcato avvicinamento al pianeta fornirà anche l’occasione per studiarne da vicino il  campo gravitazionale, quello magnetico e la sua atmosfera.La mappatura che ne seguirà potrà spiegare una volta per tutte il mistero della velocità di rotazione di Saturno. Durante la rivoluzione finale la sonda raccoglierà anche altri preziose informazioni, capaci di aggiungere un tassello alle conoscenze relative all’evoluzione dei giganti gassosi.

Poi il 15 Settembre 2017 alle ore 9:45 a.m. GMT tutto sarà finito.La Cassini, una volta entrata nella densa atmosfera del pianeta, si disintegrerà ponendo fine alla sua feconda avventura scientifica attorno al signore degli anelli. Lanciata nel 1997, arrivò al close-up del secondo gigante gassoso del sistema solare esterno nel 2004 fornendo da subito quelle dettagliate immagini mozzafiato che non fu possibile riprendere con la tecnologia imbarcata ai tempi delle sonde Pioneer 11 e Voyagers 1 e 2. Tra le scoperte memorabili di Cassini e del lander Huygens, ricordiamo quella già anticipata dei laghi e mari di idrocarburi su Titano (ad opera del lander ), la scoperta di oceani liquidi (prezioso indice della possibilità, seppur remota, di vita biologica in quei mondi così lontani) sotto i ghiacci della luna Encelado e dei fenomeni di crio-vulcanismo su di esso attivi, la mappatura ( in alcuni casi inedita) ad alta risoluzione  di altre lune come Pandora.

La missione è durata complessivamente più di quanto previsto: fu estesa una prima volta nel 2008 e poi nel 2010 ed ora la sonda è a corto di carburante.La scelta di porre fine alla missione è quindi obbligata. Distruggendosi come una meteora, Cassini eviterà tra l’altro di inquinare il terreno con frammenti di manufatti umani, cosa che sarebbe potuta capitare in caso di schianto incontrollato se come destinazione finale si fosse scelta una sua luna.

palu_ble_dot_Saturn

Immagine ripresa il 19 Luglio 2013 dai ccd della sonda Cassini da 1,9 miliardi di chilometri dalla Terra. La nostra casa nel cosmo e la Luna ( quasi impercettibile) sono quei granelli di polvere sospesi nello spazio interplanetario immortalati in basso a destra sotto il sistema degli anelli.

Una delle più celebri immagini inviate da Cassini  è quella che immortala ancora una volta il nostro mondo come un pale blue dot, il famoso pallido puntino blu tanto caro a Carl Sagan. Ciò a ricordare ancora una volta che l’esplorazione spaziale è e deve essere prima di tutto umile conoscenza di noi stessi.

 

Andrea.B@Webmaster

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Di formazione giuridica, da circa 15 anni mi interesso di astronomia ,di aeroplani, di scienza in genere e divulgazione.
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