Transito di Mercurio 2016

Il 9 Maggio 2016 è il giorno di Mercurio. Come un’ eclissi di Sole, un transito planetario si verifica  quando, vista dalla Terra, la tonda silhouette nera del corpo errante (nel Sistema Solare quella di Mercurio e Venere), passa direttamente di fronte all’astro diurno.Il nostro Sole è circa 400 volte più grande della Luna, ma anche 400 volte più distante rispetto a noi. Ciò fa sì che essi, visti dal recesso terrestre, appaiano di uguali dimensioni e l’oscuramento solare durante una eclissi possa di conseguenza essere totale. Nel caso di un transito invece, date le esigue dimensioni angolari dei pianeti, si può assistere solo al loro passaggio lungo il “pelmo”. Un transito può naturalmente verificarsi in qualsiasi sistema planetario e relativamente ad un qualunque ipotetico pianeta da cui osservarlo. Ma nel Sistema Solare, rispetto alla Terra, può coinvolgere solo i c.d pianeti inferiori: Mercurio e Venere, perché solo essi possono trovarsi tra noi ed il Sole o come si dice propriamente, in congiunzione inferiore.Facendo astrazione di un concetto strettamente geometrico, in questa fase un corpo celeste sorge intorno alle 6 di mattina e tramonta verso le  18 e non è normalmente osservabile in ore diurne.Va da sé che in talune circostanze,oltre a Selene, possa capitare di scorgere in peno giorno qualche stella, la falce di Mercurio tra la congiunzione superiore e l’ elongazione ed il disco di Venere proprio in congiunzione inferiore. La possibilità di osservare l’ingresso nel transito e l’egresso è legata alla circostanza che il Sole sia già/ ancora sorto al momento dei due contatti.Al di là di questo, eventi del genere sono comunque sempre apprezzabili in buona parte del loro svolgersi su una vasta porzione della superficie terrestre.

Dicevamo che i pianeti possono unicamente transitare e non occultare il Sole. Visto dalla Terra Mercurio presenta infatti un diametro angolare variabile tra 12” d’arco ( in congiunzione inferiore) a 7/8″ (in elongazione).Venere ha una variabilità molto più accentuata, oscillante tra 10″ e 66″ d’arco nei pressi della congiunzione.Ma anche in quest’ultimo caso, il disco solare sarebbe comunque più di 30 volte maggiore.

Nel dettaglio, a determinare il verificarsi di un transito e a condizionarne la dinamica, concorrono l’inclinazione del pianeta sull’orbita terrestre ( eclittica) e la coincidenza del passaggio per un nodo ( ascendente o discendente), nel momento della congiunzione inferiore.Se l’ inclinazione fosse nulla e l’orbita del pianeta coincidesse quindi con l’eclittica, avremmo più transiti all’anno ( 3 per Mercurio) in coincidenza col periodo di riproporsi della congiunzione inferiore.In realtà, non essendo le orbite complanari, nella maggior parte dei casi il pianeta passerà sopra o sotto il lembo del disco solare.

A questo proposito una piccola digressione.

Nel grafico che segue, vicino ad un ipotetico sole in una rappresentazione eliocentrica è riportata una formula.Essa indica  come calcolare i tempi di riproposizione di una medesima fase tra due corpi così come osservata sulla superficie di  uno di essi, cioè il periodo sinodico ( t1 e t2 sono i periodi siderali dei pianeti) . La formula rende conto della differenza tra i rispettivi periodi siderali,cioè il tempo di una reale rivoluzione attorno al Sole , nel riferimento delle stelle fisse.Periodo sinodico S e sidereo P sono legati dall’ espressione 1\P=1\T+1\S con T periodo sidereo terrestre.( il segno è positivo se l’altro pianeta è inferiore e negativo se superiore) .Se infatti S1 e S2 sono i periodi siderali, i loro moti medi risultano 2pi\P1  e  2pi\P2;dopo un periodo sinodico P1,2   il pianeta interno avrà effettuato esattamente una rivoluzione in più rispetto a quello esterno, perciò P1,2 (2pi\P1 )=2pi+P1,2 (2pi\P2), che si semplifica nella formula del grafico.

fasi_pianeti

Fasi caratteristiche dei pianeti di un ipotetico sistema solare.Solo quelli inferiori possono transitare davanti alla propria stella, in congiunzione inferiore.L’angolo alpha è definito angolo di fase e nel Sistema Solare può variare da 0 a 180° per Venere e Mercurio.L’elongazione, indicata con epsilon, può arrivare a 27° per Mercurio e 48° per Venere; è in questa fase che il moto apparente in cielo di un pianeta si inverte.Un pianeta interno in elongazione possiede alpha pari a 90°.Un pianeta esterno in quadratura possiede  alpha via via più esiguo andando verso l’esterno.Nel Sistema Solare esso vale ad esepio 41° per Marte e 2° per Nettuno.Per esso epsilon è evidentemente 90°.Un pianeta superiore può essere in opposizione. A causa dell’inclinazione delle orbite sull’eclittica,congiunzione ed opposizione nella maggior parte dei casi non avvengono coi pianeti esattamente dietro al Sole o opposti.Nella notazione astronomica spesso queste due ultime fasi vengono definite in termini di longitudine eclittica:la longitudine del corpo e del Sole differiscono di  180° in opposizione;due corpi in congiunzione hanno invece la stessa longitudine.Ma se l’altro corpo è diverso dal Sole spesso si usa l’ascensione retta.

L’orbita di Venere è più ampia di quella di Mercurio, quindi i suoi transiti più rari.Precisamente si verifica una coppia di transiti al secolo, con intervallo di 8 anni tra il primo ed il secondo.Le coppie possono essere cadenzate in 8 e 105,5 anni o 8 e 121,5 anni e possono avvenire in Giugno ed in Dicembre ( date del passaggio al nodo).

                                           Moti dei pianeti interni del Sistema Solare nel corso degli anni.

Da quando è attiva l’osservazione telescopica, si sono osservati solo 8 transiti venusiani: 1631, 1639, 1761,1769, 1874, 1882, 2004, 2012. Gli ultimi due, avvenuti in epoca fortemente tecnologica, sono stati ben documentati.Qui si può trovare un nostro resoconto del transito del 6 Giugno 2012.

Transiti di Mercurio 

Il pianeta rivoluziona attorno al Sole in 88 giorni terrestri, venendosi a trovare a nord dell’ eclittica per metà della sua orbita e a sud per l’altra metà. L’ orbita di Mercurio ( come quella di ogni pianeta del Sistema Solare) incrocia idealmente il piano dell’ eclittica: il nodo ascendente ( occupato nel moto da sud a nord dell’ eclittica) e quello discendente ( nel moto da nord a sud). Come anticipato,quando il pianeta vi transita in concomitanza della congiunzione inferiore, abbiamo un transito. Rispetto al caso di Venere, quelli di Mercurio sono più frequenti perché il corpo è più interno e quindi, in accordo con la terza legge di Keplero, più spedito risulta il suo moto. Le suddette coincidenze avranno allora maggior probabilità di verificarsi.

posiz-PIANETI_9 MAGGIO_2016

I pianeti inferiori del Sistema Solare e Marte, come appaiono in una rappresentazione eliocentrica, ai primi di Maggio 2016.

L’inclinazione di 7° del piano orbitale del pianeta sull’eclittica, favorisce il verificarsi di circa 13 transiti al secolo. Il passaggio per i nodi avviene l’ 8 Maggio ed il 10 Novembre e quindi i transiti avvengono sempre intorno a questi due giorni.Durante quello di Maggio la Terra è prossima all’afelio (di Luglio), e Mercurio presenta una dimensione angolare di 12″ d’arco. A Novembre, col nostro pianeta non molto lontano dal perielio ( di Gennaio), il diametro scende impercettibilmente a 10″ d’arco. I transiti di Novembre, che hanno doppia possibilità di verificarsi, ricorrono con la periodicità 7, 13, 33 anni; quelli di Maggio secondo la coppia 13, 33 anni.I transiti possono essere totali in alcune regioni terrestri e solo parziali in altre, oppure parziali in talune e non verificarsi affatto nelle altre. Nell’animazione che segue è riprodotto l’ evolversi del transito del 9 Maggio con l’ orario per l’Italia.

Questi eventi per loro natura, durano molto tempo e questo transito sarà particolarmente favorito. Iniziando alle ore 13:13 e terminando alle ore 20:40, ora italiana, sarà quasi totalmente osservabile dalla nostra penisola.Il suo svolgersi complessivo,pari a circa 7 ore e 27 minuti, darà la possibilità di osservazioni e riprese in tutta comodità. Meteo permettendo naturalmente.

sole_9maggio_2016

Orari italiani del cammino locale (nord Italia) del Sole il 9 Maggio 2016.

Qualche effemeride: Il 9 Maggio 2016 Mercurio sorge alle ore 6:05, transita alle 13:24 e tramonta alle 20:42. Il Sole, con un diametro angolare di 31,7 ‘ d’arco , sorge alle ore 06:01, culmina alle 13:23 e tramonta alle 20:46.Una tabella più dettagliata in formato testuale è scaricabile al link in fondo alla pagina.Segue una tabella relativa ai prossimi 10 transiti.

     
DataIngresso ora ItaliaUscita ora ItaliaSeparazione Sole-MercurioVisib. Italia
11 Nov 201913:3619:030,330°SI
13 Nov 203207:4212:060,158°SI
7 Nov 2039O8:2011:120,229°SI
7 Mag 204913:0418:410,142°SI
9 Nov 205200:5406:060,089°NO
10 Mag 206220:1601:560,142°NO
11Nov 206518:2423:470,049°NO
14 Nov 207812:4316:390,186°SI
7 Nov 208512:4416:240,201°SI

Guardando all’immediato passato, l’ultimo transito di Mercurio osservabile dalla Terrà, ma non dall’Italia, si è verificato l’8 novembre 2006. Per il nostro Paese occorre andare ancora più indietro: 7 maggio 2003.

Come le eclissi di Sole, anche transiti planetari sono fenomeni che interessano solo una parte, seppur generalmente molto più ampia, della superficie terrestre.

Avanzamento col sorgere del Sole, del transito di Mercurio del 9 Maggio 2016.

 

 

 

 

 

 

 

Quest’ultimo interesserà tutta l’area bianca dell’immagine qui sopra. Avremo quindi una perfetta visibilità in tutta Europa col transito che da noi inizierà intorno alle ore 13. Nell’est asiatico  sarà tardo pomeriggio.Escluse le regioni evidenziate in grigio sulla mappa: Australia, Nuova Zelanda, Indonesia e parte dell’est asiatico.

Il nostro Coronado PST montato su astro-inseguitore Star Adventurer di SkyWatcher.

Il nostro Coronado PST montato su astro-inseguitore Star Adventurer di SkyWatcher.

Il fenomeno può esser fotografato o semplicemente osservato con le stesse modalità con sui ci si dedica al Sole in un qualunque giorno sereno. Vanno bene i comuni binocoli o piccoli telescopi muniti di filtri appositi, posti davanti all’obiettivo e non sull’oculare che a causa del calore può frantumarsi e lasciare improvvisamente passare tutta la radiazione solare!!.La soddisfazione maggiore la danno però i telescopi solari, capaci di rivelare anche gli stupefacenti dettagli della rutilante e granulosa cromosfera, le facole, i filamenti e le protuberanze.Perfetti per trasportabilità, prestazioni e costo sono il Lunt-35 mm ed il Coronado PST-40 mm e focali di 400 mm. Questi strumenti lavorano sulla riga Ha dell’idrogeno a 6562,8 Å e sono caratterizzati da banda passante < 1 Å e dispositivo di sintonia.Il Coronado fu lanciato in occasione del transito di Venere del 2004. Andò letteralmente a ruba: il mio esemplare, acquistato nel 2009, ha numero di serie 97960.Grosso difetto del PST è che senza modifica esso non permette di andare a fuoco con le Reflex. Eventi di questo tipo, estesi temporalmente per molte ore, si prestano molto bene alla tecnica del time-lapse, con cui tutto il loro svolgersi viene accelerato in una sessantina di secondi di filmato.

Occorre ribadire: non si osservi mai il Sole con dispositivi ottici non opportunamente filtrati a monte ( astrosola, mylar o dispositivi selettivi per H-alpha).Ma si stia alla larga da negativi fotografici, vetrini per saldatori ed altri improbabili nonché otticamente inaffidabili aggeggi.Occorre precisare, come suggeriscono i medici oftalmologi, che si possono produrre seri danni alla vista anche nell’osservazione ad occhio nudo. La lacrimazione oculare,poi, non è l’unico indefettibile sintomo che qualcosa non va: anzi, la radiazione più dannosa non è quella visibile ma quella infrarossa  e l’ UV che subdolamente aggrediscono la nostra retina , senza che noi ce ne accorgiamo neppure! E’ noto che Galileo pagò questo scotto in prima persona.

Dal punto di vista delle ripercussioni sulla ricerca astronomica, Edmund Halley fu il primo a realizzare che i transiti potessero aiutare a stimare la distanza del Terra-Sole.Il metodo proposto,basato sulla misura dei tempi di ingresso misurati in diverse località della Terra, fu utilmente impiegato durante il passaggio di Venere nel 1761 e nel 1769. E che dire del fenomeno della goccia nera? Si tratta di un effetto, probabilmente solo ottico, attraverso il quali il dischetto nero del pianeta, mentre si trova a ridosso del bordo del disco solare ( in ingresso ed in egresso) ,sembra prosaicamente deformarsi in una goccia che pende dal Sole.


File di testo con effemeridi orarie di Sole e Mercurio per il 9 Maggio 2016,e relative ad una località posta a 46°N -8°E. Gli orari sono in tempo locale italiano.
Sole_Mercurio_9.5.2016
Andrea.B@Webmaster

About Andrea.B@Webmaster

Di formazione giuridica, da circa 15 anni mi interesso di astronomia ,di aeroplani, di scienza in genere e divulgazione.
This entry was posted in Astro. Bookmark the permalink.

One Response to Transito di Mercurio 2016

  1. Superd says:

    Very good I like it….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × 5 =